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Ma mi serve?

Chat e social ovunque: perché il primo contatto passa ancora dal telefono?

Le aziende investono su chat e social, ma al primo contatto quasi un cliente su due prende ancora il telefono.

LB
Luca Brighi
19 ottobre 2026 · 1 minuto di lettura
Diorama di cartone: un telefono a disco illuminato al centro di una scrivania, circondato da icone di chat, cuori e hashtag.

Il sito ha la chat. Il profilo Instagram risponde ai messaggi diretti. Eppure, quando deve decidersi, chi cerca un'attività per la prima volta spesso fa ancora una cosa semplice: chiama.

Il canale che non è mai passato di moda

Secondo il Customer Service Benchmark di Ipsos Doxa, pubblicato da CMI Magazine a maggio 2026, il telefono guida il primo contatto nel 47% dei casi, ben più avanti di IVR e chat, ferme al 13% ciascuna. Tutti gli altri canali restano sotto il 10%.

Non è che i clienti non sappiano scrivere un messaggio. È che per una prima richiesta vogliono sentire subito se dall'altra parte c'è qualcuno, e quanto presto.

Investire su chat e social ha senso per tenere il rapporto con chi è già cliente. Ma per chi chiama la prima volta, la domanda resta la stessa di sempre: risponde qualcuno, o no?

Il nostro verdetto

Investire su chat e social non sostituisce il telefono: per chi contatta un'attività la prima volta resta ancora il canale più naturale, e chi non risponde lì perde il primo contatto prima ancora che inizi.

Da dove prendiamo i fatti

  1. https://www.cmimagazine.it/30801-primo-contatto-il-telefono-e-il-canale-preferito/
Continua da qui
Come funziona una segretaria AI al telefono
LB
Luca Brighi
Fondatore di YouZen
Luca Brighi ha fondato YouZen, che costruisce segretarie vocali per saloni, ristoranti e studi.

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